Tra
le tante iniziative che caratterizzano l’agosto caccurese, tra
gli innumerevoli appuntamenti che richiamano in paese turisti,
visitatori e intellettuali, va segnalata, per spessore culturale,
la personale d’arte di Enzo Loria - pittore caccurese affermato,
pur se schivo e restio ad ogni logica di mercato - inaugurata lo
scorso 5 agosto nelle splendide sale del castello di Caccuri.
Enzo
è nato a Caccuri nel 1948, ma, da moltissimi anni, vive a
Mogliano Veneto. In questa cittadina ha avuto l’opportunità di
frequentare l’”Artis Domus” , un’accademia frequentata da
molti pittori affermati, tra i quali Vittorino De Pieri.
Successivamente è entrato a far parte del Centro Artistico G.
Piranesi. L’artista Caccurese ha esposto a Mogliano veneto,
Padova, Venezia, Treviso, Stoccarda, Monaco di Baviera,
Weissensteim, oltre, che, naturalmente, nella stessa Caccuri e a
San Giovanni in Fiore. Alcuni suoi quadri fanno parte di
collezioni private in Italia, Germania, Svizzera e Austria. Enzo,
nel corso della sua carriera, ha attirato l’attenzione di
numerosi critici d’arte, da Plinio Cagnin a Luigi Scala, a G.
Mugnone. che hanno avuto per lui giudizi molto lusinghieri.
Secondo
Plinio Cagnin “Nei paesaggi di Loria regna un silenzio d’altri
luoghi, un sospeso richiamo colmo di malinconia. La Laguna si
perde in una profondità luminosa verso un infinito che è solo un
sentimento e un presagio e si trascina dietro le presenze dolci
delle case e delle isole” e Luigi Scala osserva che “Quello
che Enzo Loria dipinge nei suoi quadri non è tanto il paesaggio
lagunare veneziano, quanto il sentimento che esso suscita
nell’autore.”

Osservando
attentamente i quadri esposti in questa occasione e che
rappresentano scorci, angoli suggestivi della
laguna veneta (amati dal grande Heminway
che vi si recava a cacciare gli uccelli acquatici), riprodotti
con una tecnica che definirei mini invasiva, con delicatezza,
sfumandone i contorni per renderli quasi impalpabili, placidi,
silenziosi, non ho potuto fare a meno di richiamare alla mente i
versi sublimi de “L’infinito” del Leopardi, i
“sovrumani silenzi e profondissima quiete” che danno pace e
ristoro all’animo umano oggi così
turbato e scosso dalle vicende quotidiane. Le opere di Enzo Loria,
con quelle “pennellate riprese dal divisionismo che si
mantengono su toni chiari ricchi di sfumature che danno l’idea
di una nebbiolina che toglie il senso del tempo”, per dirla
ancora con Luigi Scala, con quel rispetto per la natura e per le
cose che traspare da ogni sua tela, per il lirismo che sanno
esprimere, conciliano l’uomo con se stesso e con la natura e
infondono nell’animo sentimenti di pace,
serenità e amore per il bello e per il giusto.

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