Mentre in alto



    

Mentre in alto la Luna nel cielo   
Passeggiava tra nubi d’argento
Con terror, con affanni e sgomento 
tra gli ulivi pregava il Signor  
                     
Dalla fronte e dal petto affannoso
Gli scorreva un sudore di sangue
Al Signore che soffre e che langue
Ecco, un angelo mesto gli appar.

E gli dice: “Mestissimo Dio,
Ti conforti quel sangue che versi!
Tutti i cuori, banditi e dispersi
Chiamerai prigionieri d’amor.

 E Gesù confortato si leva,
 Dalla fronte del mesto Signore
 Sopra i petali bianchi di un fiore
 Una goccia di sangue brillò.

Deh, fermati, il Signore gridava
 La corolla di un fiore olezzante
 Questa goccia di sangue fumante
 Come mesto ricordò terrò.

  E sii tu benedetta in eterno,
 O pietosa corolla di fiore,
 Te la lascio per pegno d’amore

  In compenso di tanta pietà.

  Ma un drappello di militi armati
All’istante s’avanza e l’afferra
Sbigottiti essi cadono a terra
  E si rialzan con vile furor.


Trascinandolo giù per la china

 Lo condussero innanzi ai tiranni 
 E col cuore serrato d’affanni
 Soffrì insulti, percosse, empietà.

 E il martire tutto piagato
 A una croce distende le braccia

 Poi l’afferra, la bacia e  l’abbraccia
 E le dice con mesto languor:                      

 Croce bella, dolcissimo legno
 con amore ti ho sempre chiamato
Or son giunto a te insanguinato
 voglio andare a morire d’amor.

 S’incammina sul monte ferale
 Ed incontra la madre piangente
 Ella grida: “Mio figlio è innocente

   Il mio figlio amoroso, dov’è?”


   Poi lo vide sul monte disteso
   Spasimante su un tronco di croce
   Fino al cielo vibrava la voce
   “Possa il mondo il tuo sangue salvar!”