PALAZZO DUCALE DEI CAVALCANTE

 

E’ una imponente dimora baronale sorta dopo il 1651 quando il duca Antonio Cavalcante acquistò all’asta con Regio Assenso del 17-3-1651 il feudo di Caccuri appartenuto ai Cimino che lo avevano perso per debiti.
Secondo Pericle Maone nel luogo ove sorse il palazzo ducale 
vi erano probabilmente i resti di un castro bizantino del VI° secolo voluto dagli strateghi orientali per rendere sicura la strada che dall’altipiano silano, conduceva a Crotone, ma questa ipotesi non pare suffragata da altri risconti.  Nel 1885  subì pesante rimaneggiamento quando l’architetto napoletano Adolfo Mastrogli, al quale fu poi concessa la cittadinanza onoraria di Caccuri, vi aggiunse un bastione ed una torre cilindrica merlata ad imitazione degli antichi castelli medioevali per mascherare un serbatoio dell’acqua che serviva per lo stesso palazzo. Ai  piedi del rivellino svettava, fino alla metà degli anni ’70, una stupenda formazione arenaria conosciuta col nome di “Mezzaluna”. Ciò perché il barone aveva fatto murale, nella parte più alta dello sperone, una bacinella metallica di colore celeste nella quale gocciolava l’acqua necessaria per dissetare gli uccelli e che da lontano appariva come una metà del disco lunare. Nello stesso periodo fu realizzato il parco che, negli anni ’60, sarà acquistato dal comune per realizzarvi il palazzo municipale ed un giardino pubblico.

 Nel corso dei secoli il feudo caccurese ebbe diversi proprietari fra i quali i Malatacca, i Cimino, gli Spinelli, i Cavalcanti. I Petra e, da ultimo, i Barracco.   Agli inizi degli anni ’50 fu venduto a privati. Dall’alto della torre del Mastrogli l’occhio spazia su di uno stupendo panorama che va dalla Sila al mare. Attualmente è in parte proprietà privata, in parte del Comune, ma molte stanze sono in completo stato di abbandono. Di notevole vi è una cappella feudale con quadri di scuola napoletana.